Giuria

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Mette Blum-Marcher

Mette Blum-Marcher è la direttrice di Guldagergaard, un centro internazionale di residenze per artisti, orientato alla promozione della ceramica come forma d'arte. Guldagergaard è un centro di ricerca che si focalizza sulle residenze di artisti, aiutando così a creare un network internazionale. Il centro è un'istituzione senza scopo di lucro finanziata dal Ministero della Cultura danese e la municipalità di Slagelse.

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L.B. Portrait 19

Laura Borghi

Laura Borghi (Milano,1967). L’ecletticità del progetto Officine Saffi è espressione del suo percorso professionale. Dopo una prima formazione in campo scientifico, una specializzazione in grafica e nell’illustrazione, si interessa alla ceramica, una passione nata partecipando a corsi e workshop tenuti dai più importanti protagonisti della ceramica nazionale e internazionale. Da qui il passaggio a voler diventare divulgatrice dei diversi “saperi” appresi è stato immediato.

Nasce così due anni fa Officine Saffi, una realtà unica in Italia nata con l’intento di valorizzare l’arte ceramica inserendola in un contenitore architettonico, Officine Saffi appunto, che racchiude arte, laboratori, seminari e progetti editoriali. Accanto alla Galleria, che si propone di promuovere la ceramica nella sua forma più evoluta e raffinata, il laboratorio OS Lab, per workshop e seminari tenuti da importanti artisti, e La Ceramica in Italia e nel Mondo, una rivista cosmopolita con uno sguardo sia alla ceramica tradizionale sia contemporanea e all’arte in generale in tutte le sue forme ed espressioni.

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Aileesh Carew Portrait

Aileesh Carew

Project Director – Design & Crafts Council of Ireland, Aileesh si occupa della progettazione e sviluppo degli eventi per il National Craft Gallery e delle sue mostre itineranti in Irlanda e altri paesi, coordinando la parte creativa, commerciale ed economica.
Fondata dal Design & Crafts Council of Ireland nel 2000, la National Craft Gallery è la struttura più importante in Irlanda per l'artigianato e il design contemporaneo. La missione della galleria è quella d’ispirare la creatività e l'innovazione nonché l'apprezzamento per il settore attraverso programmi espositivi, didattici ed organizzazione di eventi, offrendo così un contributo determinante alla comprensione della cultura dell'artigianato e dei materiali d'arte in Irlanda.
Aleesh ha anche gestito il programma turistico per ID2015 e per i partner legati alla Galleria.

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Cdb Ph Erwitt

Carlotta De Bevilacqua

Architetto, designer, docente, imprenditore, è uno dei protagonisti della progettualità contemporanea. Carlotta de Bevilacqua è Vice Presidente di Artemide e Presidente di Danese Milano, responsabile per la Brand Strategy, Vision Strategy of the Futures e Product Design Innovation. Designer di grande esperienza ha sviluppato un importante percorso di ricerca nel campo della luce. Per Artemide e Danese ha realizzato molti prodotti a LED di nuova generazione, riconosciuti con numerosi brevetti, introducendo nel campo dell’illuminazione prospettive tecnologiche innovative per performance e impatto ambientale e scenari inediti nell’esperienza sensoriale.

Indaga gli aspetti della luce legati al benessere fisiologico e psicologico dell’uomo offrendo nuovi standard qualitativi per la vita degli esseri viventi e del pianeta. Vegetariana animalista, la sua ricerca è caratterizzata dalla fusione tra umanesimo e scienza e direzionata verso un design sociale e sostenibile.

Laureata nel 1983 in Architettura al Politecnico di Milano, dirige il proprio studio di architettura e design, orientato alla progettazione di spazi ed edifici innovativi a ridotto impatto ambientale e alla ricerca di nuove interpretazioni del rapporto tra uomo, architettura, natura e luce.

Dal 2001 è docente universitario alla Facoltà del Design al Politecnico di Milano. Presso lo stesso ateneo è docente anche nel Master in Light Product Design. E’ stata dal 1999 al 2001 docente e Project Leader per lo sviluppo di prodotti innovativi all’interno del Master in Design Strategico (Mip). Dal 2001 al 2004 è stata docente del Master in Design presso la Domus Academy di Milano e Professore invitato a diversi interventi all’Università Bocconi e al Politecnico di Milano.

Nel 2012 - 2013 ha fatto parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione La Triennale di Milano.
Molto apprezzato è il contributo di Carlotta de Bevilacqua a convegni e seminari per esplorare i cambiamenti della società contemporanea, le nuove frontiere della ricerca e le necessità in continua evoluzione dell’ambiante, in termini antropologici e di sostenibilità.

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Paolo Dell'elce Portrait Lr

Paolo Dell'Elce

Paolo Dell'Elce (Pescara, 1983) è un designer specializzato in prodotto, arredo e illuminazione.
Il suo lavoro è stato pubblicato a livello internazionale, ha ricevuto numerosi premi tra cui una Menzione d’Onore al premio Compasso d'Oro 2014 e un Red Dot Award, è stato esposto in prestigiose istituzioni come la Triennale di Milano, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, Il Museo dell’Ara Pacis di Roma e la Kunstraum Muenchen di Monaco.
Dal 2011 al 2014 è stato Direttore Creativo della storica azienda Italiana Danese.
Dal 2015 è consulente per il design presso David Chipperfield Architects.
Vive e lavora a Milano.

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Foto Flaminio Gualdoni

Flaminio Gualdoni

Flaminio Gualdoni (Cuggiono, Milano, 1954).
Dal 1980 insegna storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
Dal 1988 al 1994 dirige la Galleria Civica di Modena, dal 1995 al 1999 i Musei Civici di Varese, nel 2005-2006 la Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano. E’ commissario alla 44° Biennale di Venezia, 1990.
Cura, tra le altre, mostre pubbliche di Osvaldo Licini, Gastone Novelli, Giuseppe Capogrossi, Salvatore Scarpitta, Mario Mafai, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Enzo Cucchi, Urs Lüthi, Jaume Plensa, George Grosz, Piero Manzoni, Marino Marini, Arnaldo Pomodoro, Giacomo Manzù, Massimo Campigli, Nanni Valentini, Leonardo Cremonini, André Villers, Carlo Zauli, Antoni Tàpies, Meret Oppenheim.
Dal 1985 al 2011 collabora alle pagine culturali del “Corriere della Sera” e dal 2006 tiene la rubrica “Il criptico d’arte” in “Il Giornale dell’arte”.
Tra il 2005 e il 2009 dirige la rivista “FMR” e nel 2007 fonda “La rivista bianca FMR”. Ha collaborato con rubriche d’arte a “Il Giorno”, “La Domenica del Corriere”, “Italia Oggi”, “Gente”, RAI Radio 2, RAI Radio 3. Per la trasmissione “Appunti di volo” di RAI Radio 3 nel 2002 gli è stato assegnato il “Premio Venezia alla Comunicazione” in occasione del 6° Salone dei beni e delle attività culturali, Venezia.
È stato tra i fondatori del gruppo [epidemiC], www.epidemic.ws, con il quale ha partecipato nel 2001 a D.I.N.A., Salara, Bologna; 49° Esposizione Internazionale d’Arte. Platea dell’umanità, La Biennale, Venezia; El cuerpo del arte, I Bienal de Valencia; nel 2002 a I love you, Museum für Angewändte Kunst, Francoforte; nel 2003 a Ars Electronica Festival, Linz, e Transmediale, Berlino; nel 2005 a Connessioni Leggendarie Net.Art (1995-2005), Mediateca di Santa Teresa, Milano.
Nel 2011 realizza per il web con Luca Lampo l’Atlante dell’arte italiana, www.atlantedellarteitaliana.it

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Portrait Marrocco

Franco Marrocco

Franco Marrocco ( Rocca d’Evandro (CE)1956) è Docente di prima fascia di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano della quale è Direttore.
Negli anni della formazione, rivolge la propria ricerca espressiva allo studio della pittura ponendo attenzione alla tradizione realistica, riprendendo temi che poi documenterà nella prima mostra personale, nel 1978.
Nel 1986 è invitato alla XI Quadriennale di Roma, ove espone il trittico Sul mio cielo volano anche gli angeli (1986), che testimonia un uso espressivo unito ad una gestualità che dialoga con la strutturazione schematica dell’immagine. Della seconda metà del decennio è la personale allestita alla Chambre de Commerce Italienne pour la France di Parigi nel 1989 e la partecipazione a rassegne, tra queste, nel 1986, al XXXV Premio San Fedele organizzato presso il Centro Culturale San Fedele, Milano.
La tendenza verso l’astrazione introduce una pittura dai toni lirici in cui il colore diluisce la rappresentazione e la costrizione del racconto, per accogliere gli inquieti registri dell’emozione. Gli anni Novanta vengono inaugurati dalla personale allo OCDE, Parigi alla quale segue quella tenuta a Palazzo dei Priori, Perugia, nel 1991 e la presenza alla mostra “The Modernity of Lyrism”, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura presso la Gummensons Kontgallery di Stoccolma nel 1991 e poi al Joensouu’s Art Museum in Finlandia. Nelle opere esposte in quest’ultima occasione la pittura di Franco Marrocco, dalla narrazione figurativa muove verso evocazioni emotive, ove il colore si dispone in un dialogo frontale con la memoria e i sensi.
La seconda metà degli anni Novanta vede l’artista rapportarsi in modo nuovo al supporto che viene ora velato attraverso la sovrapposizione di trasparenze cromatiche: a questa traccia operativa si rapportano le opere esposte nelle personale tenuta presso il Palais d’Europe, Strasburgo (1994); Sala Polivalente del Parlamento Europeo, Bruxelles, (1998); Museo Butti, Viggiù, (1998); Palazzetto dell’arte, Foggia, (1998); Chiostro di Voltorre, Varese, (1999), nonché in occasione della XIII Quadriennale di Roma. Del 1997 sono gli inviti alla mostra “Artinceramica”, Palazzo Reale di Napoli trasferita poi, nel 1998, al Medelhavsmuseet di Stoccolma e al “49° Premio Michetti”, Francavilla al Mare, Pescara.
Negli ultimi dieci anni la pittura di Marrocco individua nel colore un vero e proprio tema, affrontato in grandi cicli di tele monocrome: si tratta del blu de Gli occhi conficcati (2002-03) che sembrano percepire in modo tattile la materia liquida; del nero di Brace, parole mute (2004) da cui emergono forme che descrivono la dilatazione, l’espansione, la contrazione, suggerendo una riflessione decantata delle deflagrazioni del rosso di Traiettorie e di Tracce (2007-08) che “generano la permanenza di una traccia nella memoria della retina”.

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Portrait

Shozo Michikawa

Shozo Michikawa (Hokkaido, 1953) studia presso la Aoyama Gakuin University dove si laurea nel 1975. Dopo un primo inizio nel campo economico, segue lezioni serali di arte decidendo pochi anni dopo di dedicarsi completamente alla ceramica. Attualmente vive e lavora a Seto, nella prefettura di Aichi. Ha esposto soprattutto in Giappone e anche nelle Filippine, Mongolia, Francia, New York e Londra. Nel 2005 è stato il primo artista giapponese ad avere l’onore di una mostra personale nella la Città Proibita a Pechino.

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Immagine Museo Design

Il Museo del Design 1880-1980

Il Museo del Design 1880 - 1980 nasce a Ravenna nel 1988 da un’idea di Raffaello Biagetti, con il contributo curatoriale di Giovanni Klaus Koenig, Giuseppe Chigiotti e Filippo Alison.
La collezione è oggi presente a Milano grazie a Musei Italiani, Faram e Brioschi nella sede permanente di
via Borsi 9 nel cuore del Navigli Design District e ripercorre attraverso 120 opere cento anni di storia del design: dall’Art Nouveau a Sottsass passando per le avanguardie russe, la Germania del Bauhaus e i fertili anni ’50 dell’Italia.
Un documento unico grazie alle scelte fatte, molto coraggiose e finalizzate a costruire un percorso didattico
in grado di intrecciare creatività, funzionalità e industria con gli aspetti sociali e le tendenze che hanno
portato alcuni oggetti ad attraversare un secolo, rimanendo intatti e desiderati nonostante l’evoluzione del
gusto e dello scenario domestico

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Kristina Riska B&W Lr

Kristina Riska

Kristina Riska (Helsinki,1960) è un'artista finlandese che dagli anni ottanta ha esplorato, sfidato e ridefinito i canoni tradizionali della scultura in ceramica. Si è laureata al Dipartimento dell'Arte Ceramica all'Università di Arte e di Design, Finlandia. Ha ricevuto numerosi premi, fra cui il Premio Suomi dello Stato di Finlandia nel 1995, la Medaglia d'Oro a Faenza, Italia, nel 1995, e una medaglia d'argento al Concorso Internazionale di Ceramica di Mino, Giappone, nel 2002. Ha ricevuto sovvenzioni dallo stato di Finlandia e dalla Fondazione Culturale Finlandese.

Le sue opere sono presenti in molte collezioni pubbliche e private, fra le quali il Design Museum Helsinki, la Fondazione Saastamoninen, l'Ulster Museum in Belfast, Irlanda, e il Museo Gifu nel Giappone. I suoi pezzi in grès, poco ortodossi e di grande formato, e più in generale tutte le sue opere, sono ispirati dalla natura e dalle caratteristiche della luce e dell'ombra, e esprimono il suo approccio particolarmente rigoroso e fisico.

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