Giuria

Bitossi

Cinzia Bitossi

Cinzia Bitossi nasce a Montelupo Fiorentino nel 1954 da Vittoriano Bitossi e Maria Luisa Fanciullacci, rappresentanti di due storiche famiglie di Montelupo Fiorentino, entrambe eredi di un'antica tradizione ceramica avviata nell'antico borgo toscano già dalla seconda metà dell'800.
Cinzia Bitossi inizia la sua attività negli anni Ottanta all'interno del gruppo industriale di famiglia, Gruppo Colorobbia, coordinando l'ufficio stampa, le relazioni esterne e le fiere in Italia ed all'estero dell'azienda Bitossi Diffusione, oggi Bitossi Home, brand focalizzato sull'arredo casa ma soprattutto nell'arredo della tavola.

Il gusto per l'estetica e la passione per la tradizione ceramica la porteranno presto ad avvicinarsi alla casa madre del gruppo industriale : la Manifattura Bitossi.
Sotto la sua guida e l'ausilio del maestro Aldo Londi, alla fine degli anni Novanta, promuoverà il recupero del patrimonio storico della manifattura, costituendo l'Archivio Industriale Bitossi e l'apertura della prima sala del Museo Artistico Industriale Bitossi.

Sul piano produttivo, instaurerà innumerevoli collaborazioni con designer e architetti nella costante ricerca estetica e formale unita alla continua innovazione ed alla qualità del prodotto.
Cinzia Bitossi segue personalmente i rapporti con i designer, nonché le relazioni esterne, le fiere e l'ufficio stampa di Bitossi Ceramiche.

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Marcher

Mette Blum Marcher

Mette Blum Marcher è nata in Danimarca nel 1978.
Nel 2002 si laurea in Finanza e Risorse Umane, maturando poi esperienza in alcune aziende private attinenti ai suoi studi. Nel 2005 entra a far parte dell'azienda Guldagergaard, come Manager e dal 2009 ne diventa amministratore; sempre nello stesso anno diventa membro del Rotary Club.
Dal 2012 è impegnata nel Master, sempre nel settore del business.
Da molti anni si occupa di cultura; è consigliere all'Arts Council di Slagelse nonché del Consiglio per la Collaborazione Culturale nella municipalità di Slagelse.

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L.B. Portrait 19

Laura Borghi

Laura Borghi (Milano,1967). L’ecletticità del progetto Officine Saffi è espressione del suo percorso professionale. Dopo una prima formazione in campo scientifico, una specializzazione in grafica e nell’illustrazione, si interessa alla ceramica, una passione nata partecipando a corsi e workshop tenuti dai più importanti protagonisti della ceramica nazionale e internazionale. Da qui il passaggio a voler diventare divulgatrice dei diversi “saperi” appresi è stato immediato.

Nasce così due anni fa Officine Saffi, una realtà unica in Italia nata con l’intento di valorizzare l’arte ceramica inserendola in un contenitore architettonico, Officine Saffi appunto, che racchiude arte, laboratori, seminari e progetti editoriali. Accanto alla Galleria, che si propone di promuovere la ceramica nella sua forma più evoluta e raffinata, il laboratorio OS Lab, per workshop e seminari tenuti da importanti artisti, e La Ceramica in Italia e nel Mondo, una rivista cosmopolita con uno sguardo sia alla ceramica tradizionale sia contemporanea e all’arte in generale in tutte le sue forme ed espressioni.

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Casali

Claudia Casali

Laureata in estetica presso l’Università degli Studi di Udine, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca in critica d’arte ed estetica, ha collaborato con diverse Istituzioni museali, curando numerose iniziative dedicate ai giovani (Gemine Muse, Critica in Arte, Premi Campigna, RAM), ha coordinato i grandi eventi espositivi di Palazzo Forti a Verona, collaborando anche con la GAM di Bologna (ora MAMBO). È stato curatore e responsabile dell’Ufficio Mostre presso il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna dal novembre 2000 al dicembre 2010.
Scrive per diverse riviste del settore artistico, è docente di museologia e museografia e di arte contemporanea presso centri di formazione post-laurea, Master e Università degli Adulti.
Dal 1° febbraio 2011 è Direttore del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, dove ricopre anche il ruolo di conservatore delle Collezioni d’arte contemporanea, direttore della rivista “Faenza” e della Scuola di Disegno Tommaso Minardi.
Tra le principali pubblicazioni: Pablo Echaurren, catalogo della mostra, Siena, Magazzini del Sale, Prato, Gli Ori, 2008; Aldo Mondino. Tauromachia, Bologna, 2008; Mimmo Paladino Ceramiche, catalogo della mostra, Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche, Pistoia, Gli Ori, 2012; Pizzi Cannella, catalogo della mostra, Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche, Pistoia, Gli Ori, 2013; Ceramica anni Cinquanta, in “Antiquariato del ‘900”, vol. 15, Milano, Il Sole 24 ore, 2013.

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Gailhoustet

Jeanne Gailhoustet

Jeanne Gailhoustet è direttrice della Scuola Nazionale Superiore d’Arte di Limoge dal primo ottobre 2013.
Prima ha ricoperto il ruolo di responsabile del laboratorio fotografico della Scuola Europea Euperiore dell’Emmagine di Angoulême dove ha insegnato 22 anni.
Artista, produce opere che sono un incrocio tra fotografia, installazione e immagine in movimento.

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Foto Flaminio Gualdoni

Flaminio Gualdoni

Flaminio Gualdoni (Cuggiono, Milano, 1954).
Dal 1980 insegna storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
Dal 1988 al 1994 dirige la Galleria Civica di Modena, dal 1995 al 1999 i Musei Civici di Varese, nel 2005-2006 la Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano. E’ commissario alla 44° Biennale di Venezia, 1990.
Cura, tra le altre, mostre pubbliche di Osvaldo Licini, Gastone Novelli, Giuseppe Capogrossi, Salvatore Scarpitta, Mario Mafai, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Enzo Cucchi, Urs Lüthi, Jaume Plensa, George Grosz, Piero Manzoni, Marino Marini, Arnaldo Pomodoro, Giacomo Manzù, Massimo Campigli, Nanni Valentini, Leonardo Cremonini, André Villers, Carlo Zauli, Antoni Tàpies, Meret Oppenheim.
Dal 1985 al 2011 collabora alle pagine culturali del “Corriere della Sera” e dal 2006 tiene la rubrica “Il criptico d’arte” in “Il Giornale dell’arte”.
Tra il 2005 e il 2009 dirige la rivista “FMR” e nel 2007 fonda “La rivista bianca FMR”. Ha collaborato con rubriche d’arte a “Il Giorno”, “La Domenica del Corriere”, “Italia Oggi”, “Gente”, RAI Radio 2, RAI Radio 3. Per la trasmissione “Appunti di volo” di RAI Radio 3 nel 2002 gli è stato assegnato il “Premio Venezia alla Comunicazione” in occasione del 6° Salone dei beni e delle attività culturali, Venezia.
È stato tra i fondatori del gruppo [epidemiC], www.epidemic.ws, con il quale ha partecipato nel 2001 a D.I.N.A., Salara, Bologna; 49° Esposizione Internazionale d’Arte. Platea dell’umanità, La Biennale, Venezia; El cuerpo del arte, I Bienal de Valencia; nel 2002 a I love you, Museum für Angewändte Kunst, Francoforte; nel 2003 a Ars Electronica Festival, Linz, e Transmediale, Berlino; nel 2005 a Connessioni Leggendarie Net.Art (1995-2005), Mediateca di Santa Teresa, Milano.
Nel 2011 realizza per il web con Luca Lampo l’Atlante dell’arte italiana, www.atlantedellarteitaliana.it

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Lee

Jennifer Lee

Jennifer Lee vive e lavora a Londra, ed espone regolarmente a Londra, Sydney e Los Angeles.
Nata nell’Aberdeenshire, Scozia, studia la ceramica e gli arazzi all’Edinburgh College of Art. In seguito si trasferisce negli Stati Uniti per otto mesi grazie a una borsa di studio itinerante, durante la quale studia le ceramiche preistoriche delle zone nel sud-est dell’America, e visita diversi ceramisti contemponarei della costa ovest degli Stati Uniti. Dal 1980 al 1983, studia la ceramica al Royal College of Art, Londra. Negli anni seguenti visita l’Egitto, l’India, l’Australia, il Giappone, nonché l’Europa e gli Stati Uniti.
Lee crea i suoi vasi a mano, e li colora con una tecnica che ha studiato appositamente nella quale gli ossidi metallici vengono incorporati nell’argilla prima della realizzazione del pezzo.
Mostre retrospettive del suo lavoro sono state organizzate presso il museo Röhsska Musset, Göteborg, Svezia, e all’Aberdeen Museum and Art Gallery, nella Scozia. I suoi lavori sono esposti in collezioni pubbliche importanti ad istituzioni quali il Metropolitan Museum of Art di New York, il Philadelphia Museum of Art, e il Los Angeles County Museum. Nel 2008 il museo londinese Victoria & Albert Museum ha acquistato un terzo pezzo per la sua collezione. Più recentemente, i suoi lavori sono stati acquistati dal Carnegie Museum of Art, Pittsburg, e il Minneapolis Institute of Arts.
Nel 2009 è stata invitata da Issey Miyake per esporre alla sua fondazione, Foundation 21_21 Design Sight, in occasione della mostra 'U-TSU-WA'. Nell’istallazione progettata dall’architetto giapponese Tadao Ando, i suoi vasi sembravano galleggiare sopra una superficie gigantesca d’acqua, dietro alla quale vi era una cascata alta trenta metri.
Nel 2014, ritornerà in Giappone per una residenza d’artista di due mesi al Shigaraki Ceramic Culture Park.

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Lotta

Daniela Lotta

Daniela Lotta (Taranto, 1974) critico d’arte e curatore, studia l’evoluzione stilistica dei linguaggi del contemporaneo in relazione ad altri fatti della cultura materiale; in particolare è interessata a rintracciare le dinamiche di variazione comuni all’arte e al design.
Ha curato progetti espositivi in Italia e all’estero in collaborazione con gallerie private ed enti pubblici. Dal 2004 al 2010 ha collaborato con il Museo Carlo Zauli di Faenza per il quale ha curato il progetto “Residenza d'Artista - workshop di ceramica nell’arte contemporanea”, un programma internazionale di residenze rivolto ad artisti della scena contemporanea, promosso dal Comune di Faenza e dalla Regione Emilia Romagna. Scrive per la rivista statunitense «Fruit of the Forest» ed ha collaborato con riviste di settore tra cui «Around Photography», «Arte e Critica» e «Flash Art». Attualmente è docente all’ISIA di Faenza ed è iscritta al Dottorato di Ricerca in Arti Visive, Performative e Mediali dell’Università di Bologna.

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Romanelli

Marco Romanelli

Nasce a Trieste nel 1958 e si laurea in Architettura a Genova nel 1983, l’anno successivo ottiene un master in design. Ha lavorato nei campi del furniture design (per Arflex, Bosa, Driade, Fiam, Fontana Arte, Glas, Laboratorio Pesaro, Nodus, O luce, Salviati, Valsecchi), dell’architettura di interni (le sue realizzazioni sono state pubblicate dalle principali riviste di settore) e dell’ exhibit design (ricordiamo nel 2002-2003 “Gio Ponti: a World” a Londra, Rotterdam, Milano; nel 2007 “Bruno Munari” a Tokyo; nel 2011 “Design, una storia italiana”, a Roma e a Turino). Parallelamente all’attività progettuale svolge un’intensa ricerca critica sui temi del design e dell’abitare: è stato redattore di Domus (dal 1986 al 1994) e di Abitare (dal 1995 al 2007).

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Salovainen

Jukka Savolainen

Jukka Savolainen (nato nel 1976) è il direttore del Design Museum di Helsinki (Museo Nazionale specializzato per il design in Finlandia). La sua carriera comprende numerosi incarichi nei settori museali e del design, fra i quali vice-direttore e curatore delle mostre al Design Museum e direttore di ricerche e informazioni all'istituto Material ConneXion di New York. Ha studiato Storia dell'Arte all'Università St. Andrews in Scozia; i suoi campi d'interesse nella ricerca comprendono il design contemporaneo, le politiche nazionali e le procedure decisionali in funzione del design. Ha scritto molti articoli e libri sul design sia finlandese che internazionale; inoltre sempre nello stesso campo ha lavorato come consulente per eventi ed aziende.

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Martin Smith

L'arte di Martin Smith è un progetto in costante evoluzione, che esplora il linguaggio formale del vaso e il modo in cui possa contenere uno spazio e allo stesso tempo definire un luogo. Utilizza riferimenti al linguaggio architettonico, nonché le qualità poetiche della matematica e della geometria. La sua ricerca è fondata sull'esplorazione sia della materia che della tecnica. Espone regolarmente in gallerie e musei internazionali. Oltre ai pezzi unici in ceramica il suo lavoro oggi comprende prodotti seriali, istallazioni a muro, mobili, e installazioni espositive.
Smith, figura chiave della ceramica britannica, ha studiato alla Facoltà di Belle Arti della scuola tecnica Bristol Polytechnic, e al Royal College of Art. I suoi lavori sono presenti in molte collezioni pubbliche in tutto il mondo, fra le quali il museo Victoria & Albert, Londra; i musei nazionali d'arte moderna a Tokio e Kyoto; il museo della contea di Los Angeles; il museo di Belle Arti di Houston; il museo Stedelijk, Amsterdam, e il museo Boijmans van Beunigen, Rotterdam. E' professore di ceramica e vetro al Royal College of Art, Londra.
Nel catalogo della sua mostra presentata al museo Boijmans van Beunigen, Rotterdam, nella premessa il direttore Chris Dercon ha confrontato il suo lavoro innovativo e autorevole a quello del grande ceramista scomparso Hans Coper, descrivendolo come "il ceramista più astratto e geometrico in Inghilterra e forse della nostra epoca."

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